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Cassiopea.....Pensieri e Parole di una Piccola Strega..... |
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Se vuoi lasciare una piccola impronta nel mio sito: Scrivi qui!!
Sabatina Napolitanoha scritto:
Bu!
25 Feb.
Samuel samuelha scritto:
TI lascio un commento commentoso eh :)
9 Apr.
betti blackha scritto:
Ciau zoriiiii bellu il blog:) ti voglio beneeeeee ^_^
ps alessio 92 ti spacco di botte! sei del 92 e ci provi con la mi sorellona? che amarezza -.-
16 Feb.
alessio berniha scritto:
ciao sn ale contattami a ginoilpollo1992@hotmail.it 6 stupenda
16 Set.
Luca Alfeoha scritto:
Ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo anke a te! Stai sicura...se quest'estate ci vado a Londra per te un posto c'è sicuro! eheheh ciau
18 Mag.
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02 maggio occhiOcchi.... occhi ammiccanti, lunghe ciglia e sguardo accattivante, occhi stanchissimi da notte insonne, tutta su di un'ambulanza e occhi pesti qualche ora più tardi, a far colazione al bar; occhi maliziosi e sguardi pungenti, occhi bassi, situazione imbarazzante.... occhioni grandi da ventenne pieno di voglia di vivere, occhi con una piccola ruga in più, felici e brillanti nel giorno del loro compleanno... e occhi che fanno pensare ad altri occhi, occhi dolcissimi, aperti sull'abisso di un'anima grande, troppo grande e dolce, da far paura.... occhi che sono un ricordo agro deolce, altri che fanno nascere farfalle nello stomaco, se solo ci pensi... occhietti piccoli da serata alcoolica, ma ancora capaci di ammiccare, di attrarre chi vuol essere attratto.... e occhi grandi grandi grandi, che di soppiatto ti chiedono di portarli via da li, ti scongiurano e un attimo dopo sembra che non vogliano essere da nessun'altra parte al mondo... occhi che non sai cosa farci, che ogni volta ti mandano in paranoia, che non riesci mai a capire COSA nè COME nè SE è meglio così.... occhi che esplicitamente ti dicono il contrario di quello che la boca (o la ragione?) afferma... occhioni tristi e malinconici in serate smorte, occhi pieni di gioia, al naturale, occhi meravigliosamente verdi nascosti dietro occhialoni da sole, che oggi mi sembri quasi Lenny Kravitz.... occhi piccoli e sempre sorridenti, occhi dietro una zazzera, a cercare di non far vedere i turbamenti di un'anima piccolina costretta a crescere... occhi... occhi arrossati e vecchi e tanto tanto stanchi... occhi amici, belli e rassicuranti, che stanno vedendo cose che te hai già visto e che ti rimandano ad un tempo bellisismo, in un posto bellissimo....occhi saggi e duri, irremovibili ma capaci di una dolcezza unica, occhi meravigliosamente allegri, occhi che partiranno e che ti mancheranno da morire, ma tanto sai che poi tornano, magari anche un pochino più profondi... occhi giovani di una saggezza grande e una voglia di vivere immensa... occhi che dicono tutto, e non importa se cerchi di contenerli dietro gli occhiali, non c'è verso, loro ti sputtanano sempre.... e forse sono la tua forza.... 21 aprile ritorno deprimente. non leggere se siete già giù....
Vorrei raccontarvi di una bellissima festa della Donna trascorsa con Marco Cortesi, le sue Donne di Pola (http://www.marco-cortesi.com/) ed i ragazzi di Amnesty International e conclusa alla grande con il mio dolcissimo Trio; vorrei raccontarvi di una persona adorabile che mi è stata accanto per un pochetto, di festicciole ed uscitine, di serata pisane tirate fino al mattino,del mio bellissimo Alter, di malattie e piccolissimi ma importanti segnali di ripresa, vorrei parlarvi del corso alla misericordia, delle persone favolose che ho incontrato lì, vorrei parlarvi anche di momenti difficili, di depressioni e pianti al telefono, di serate-confessioni, del fatto che la Greta è tornata nella mia esistenza, anche se col cuoricino a pezzi, vorrei raccontarvi di crepes "dalla spagna con furore" e di bio-amiche speciali, vorrei spiegarvi della fatica immane a trovare un punto di riferimento tra la realtà e i sogni, dei mille mila progetti e di centri di gravità che non son mai abbastanza stabili nè tanto meno permanenti, di quanto uno si sforzi e si incazzi e ce la metta tutta e ci provi e riprovi fino all'esaurimento... vorrei parlarvi di tutte queste cose e mi ero ripromessa di farlo, ma non adesso.. magari molti di voi le sanno già, magari se ne riparlerà.... adesso voglio raccontarvi dell'altra mattina. E di una sensazione triste. Quindi io vi avverto adesso, se non ve la sentite, lasciate perdere... non vi perdete un best seller e probabilmente lo scrivo + x esorcizzarlo che x farlo leggere a qualcuno, quindi, potete anche apsettare il prossimo intervento, che mi auguro sarà + allegro! Venerdì mattina sono montata in ambulanza. Era tanto che non ci montavo, instabile come sono, non facevo servizio in misericordia da un pò... Ven mattina son andata. Dovevo portare l'omino X nel posto Y. Niente di strano, tutto nella norma. Solo che era la prima volta che rimontavo in ambulanza dopo la morte di Nonno.. Così mi son trovata seduta dietro, con il Sig.X che sonnecchiava sulla barella, e son stata invasa dai flash di quella notte, decisamente recente. Mi son vista come da fuori, con la tutina grigia e gli occhi arrossati dal sonno interrotto, spauriti da presentimenti e consapevolezze, quando sono scesa giù in strada a fare cenno all'ambulanza; mi sono vista attraverso i vetri oscurati del mezzo, come deve avermi visto Stefano quella notte; mi son vista persa. E poi il caos in casa, due equipe di soccorso, cercare di spostare il letto xchè potessero lavorare meglio e rendermi invisibile x non disturbare, la dottoressa con la siringona di adrenalina.. tute rosse e tute gialle, "1,2, 3....30", "alla prossima ti do il cambio", e il fiatone dei soccorritori, la flebo.... e in mezzo a tutto questo, Nonno. Nonno che 4 ore prima avevo salutato, che mi aveva spiegato di aver avuto solo un malesserino passeggero, che il pomeriggio volevo portare fuori, e ci siamo fatti le foto xchè stava un pò meglio... Nonno che quando son arrivata era fermo, e freddo. Era lì in mezzo, cercavano di rianimarlo. Ricordo di aver pensato che era tale e quale al manichino del corso. Ma era Mio Nonno!! Destino bastardo infame che mi ha fatto vivere per la prima volta un'mergenza della misericordia sulla sua pelle!!!! BASTARDOOOOOOO!!!!!! poi... poi la dottoressa ha accertato il decesso, stracciando quel che restava della speranza. Ho pianto. L'ho fatto sul petto di Stefano che era lì, sottoforma di angelo custode, a stringermi e consolarmi....ed è stato importantissimo che ci fosse!!! Poi è venuto tutto il resto: i fogli, il 118 se n'è andato, i ragazzi della mise a farci le condoglianze, e "la Nonna l'ha capito???", e sguardi d'intesa e tristezza, il dolore della perdita e le cose da organizzare, le veglie, il funerale, gli occhi arrossati, la presenza importantissima di tutti quanti attorno, il "dobbiamo reagire" e lo "stiamo vicini a Nonna", il cimitero, le pratiche..... la rabbia e il dolore. ma soprattutto il dolore. poi piano piano si allenta. piano piano riprendi il ritmo, torni a fare + o meno quello che facevi, cerchi di nuovo il tuo maledettissimo centro di gravità, pensi alle cose da fare...finchè un giorno non ti trovi in casa di nonna da sola, o seduta dietro su di un'ambulanza, e non pensi: non c'è più! lo sai.... son 15 gg ormai, lo saprai?? è che.... è la quotidianità che distrugge. L'idea del per sempre. Lui c'era sempre stato... Era sempre stato lì, bene o male, era sempre stato presente: sulla poltrona in casa vecchia, a vedere di indovinare la frasetta della ruota della fortuna, quella con Mike, intendiamoci... o sotto gli alberi in giardino, a fumarsi una sigarettina, e a chiamare ROOOOOOCK! ad incazzarsi con Eli perchè trillava i rasta, a bubbolare con Nonna... già, Nonna... Nonna è l'emergenza da gestire adesso. Se i momenti di sconforto che li ho io, figurati lei!!! E stasera prova a dormire da sola per la prima volta... Chissà come le prende.... in quella casa piccolissima che adesso sembra enorme... nella sua camera barocca di cui andava tanto fiera... chissà se si chiede che senso abbia tutto questo.... forse è meglio se non se lo chiede.... tanto me lo chiedo io continuamente... E le trovo le risposte, eh, non che non le trovi! me le fabbrico una x una e son tutte belle e razionali e ponderate ed estremamente inutili, xchè anche adesso ho di nuovo le lacrime agli occhi e non mi inporta un cazzo del senso, non riesco a smettere di piangere!
30 gennaio SERGIO PAOLICiao a Tutti!!
questo post vuol ospitare un racconto non mio ma di un bravissimo e simpatico scrittore: SERGIO PAOLI. In questi giorni sta uscendo il suo secondo lavoro letterario: LADRO DI SOGNI. LADRO DI SOGNI - Storia noir di una Milano marginale di SERGIO PAOLI Frilli editori. Presentazione di Giancarlo De Cataldo: Ve ne dò un assaggino, un racconto tratto dal suo primo lavoro: RUMORI DI FONDO CAMBIO TURNO
Salgo sul metrò a Romolo per dirigermi verso il centro. Sono le otto di mattina circa. Oggi ho scelto l’aspetto di una studentessa di scienze politiche, terzo anno. Le mie scarpe da ginnastica fanno un po’ di rumore, mentre cammino sul marciapiede della stazione. Il treno arriva fra tre minuti. Lo dice il display luminoso. C’è silenzio e la gente ha sonno. Io ho sentito il rumore della pioggia che cadeva e la solitudine dei giorni d’inverno. Ho percorso marciapiedi vuoti e mi sono fermata a incroci sconosciuti. In mezz a gente perduta di cinismo ho bevuto i miei caffè sfogliando un giornale, mentre la televisione parlava di tutto e di niente. Ho vagato sotto la luce dei lampioni di viali anonimi, osservando le macchine passare scrutavo i volto da chi teneva il volante per cercare inutilmente un motivo o una ragione di sconfitta, un pretesto per dirmi che così era andata e così doveva andare. Ho perso tutte le parole pensate, quelle scritte e quelle sussurrate. Senza nulla da dire, senza lettere a mettere in ordine e fogli bianchi da riempire, limiti e confini caghi, incerte corrispondenza, pagine scritte a metà, incerti fiori di camelie rosa bruciati dal gelo tardivo. Si stringevano i miei colori e scendeva il buio nella stanza piena di polvere dove consumavo le mie sigarette, le mie ore in bianco e nero, una remota pellicola proiettata in cinema di periferia. I miei pensieri nascosti mi cercavano, smarriti, dovevo solo attendere e ascoltare, aprire un ingresso e tendere una mano. Le parole perdute, le inibizioni negate, la fiducia tradita e i desideri non detti. L’acqua che scorre piano sotto il terreno e rose rosse che crescono, e accorgersene tardi come un giardiniere che è l’ombra di se stesso- L’anima di un gabbiano senza ali, non è difficile volare controvento, ma lo è farlo da sola. Carte di un mazzo che si mischiano su un tavolo e TIR che sfrecciano davanti alla mia auto ferma a uno stop. Dimmi, dimmi qual è la direzione? Dove è la via e a quale condizione? Dimmi dimmi i pensieri nascosti che devo trovare, le sorgenti d’acqua pura da svelare, quali frutti raccogliere. Dove sono le parole cercate e amate, le logiche scadute che regolano queste terre di mezzo. Masticando il silenzio per non sentire il rumore. Parlatemi, vi prego, nella notte che sta per finire.
La ragazza che aspetta vicino a me è preoccupata perché ha prestato gli appunti a un compagno di università e lui ancora non glieli ha restituiti. Ha l’esame di macroeconomia tra una settimana, mi pare, e non si sente pronta. Ha bisogno di consultare quegli appunti il prima possibile e oggi spera di trovare quel ragazzo in biblioteca per chiederglieli. Mi guarda incuriosita, non mi ha mai visto prima lì, e per un attimo si chiede se c’ero anche io in aula, in mensa, in biblioteca. Poi torna ai suoi pensieri, non sono solo gli appunti a portarla a cercare quel ragazzo…E’ felice di averlo conosciuto. Lui le sembra sensibile. Un giorno le ha scritto un biglietto. Esiste al mondo un qualcosa che lega due persone che va oltre l’amore… e che anche se può sembrare più superficiale per me è qualcosa di tenero e segreto. L’amicizia nasconde piccole pagine senza frontiere… inibizioni e segreti (che a volte siamo costretti a tenere nascosti in un rapporto d’amore)…
Lei lo conservava nel portafoglio. Mi volto, salgo sul treno, ci si spintona un po’…io cambio vettura…accanto a me si siede una impiegata molto carina, coi tacchi alti e la gonna molto corta, che legge una rivista di moda…immagina di tornare a casa e togliere quelle scarpe che già le fanno male…oggi il capo ha tre riunioni e lei continuerà ad andare avanti e indietro…è stanca di quella vita…ma sta cercando di avere un bambino insieme a suo marito e non vede l’ora. avrà un bambino e starà a casa.
Cadorna…mi alzo e scendo, vado a prendere la rossa in direzione Duomo…salgo insieme a una donna che dimostra sui quaranta…è triste, quasi disperata, ma molto determinata. Si dirige al lavoro, comprendo che fa le pulizie in un grande magazzino in centro…nel pomeriggio andrà a San Vittore, dove c’è il marito. È arrabbiata con lui, beve troppo, diventa violento, poi finisce sempre dentro per piccoli furti e lei se la deve cavare da sola con i tre bambini…meno male che qualcun, non so chi, la aiuta…non mollerà, piange dentro ma ce la farà, le lacrime le scendono nell’intimo come parole sussurrate: cosa diresti? Che avevi solo buone intenzioni? Beh, certo che le avevi,cosa diresti? Che va tutto per il meglio? Certo che è così. Cosa diresti? Che è proprio ciò di cui abbiamo bisogno. Ma tu hai deciso così. Cosa dici? Cosa diceva lei? I pochi soldi che io guadagno continuano a cadere nella tua bocca piena di conversazione agrodolce, ritagli di giornale inutili. Parli senza sentimenti, no non ti credo. Non ti importa niente, non ti importa niente. Non ti importa niente, non ti importa niente.
Lascio il treno al Duomo e cambio direzione, mentre scendo le scale per l’altro binario, lo sento che è in fondo al marciapiede. L’ho incontrato già altre volte…lui è disperato, ha perso il lavoro e non sa che fare, anche la moglie lo ha lasciato con i suoi debiti portando via i bambini…la situazione è critica stamattina, il buio è cupo, la notte stende la sua mano, i pensieri corrono rapidi, troppo rapidi, dio mio dammi la forza, dammi la velocità, dammi il cuore, dammi la volontà. Mi precipito sul marciapiede per andargli accanto e sfiorarlo, devo fargli sentire la carezza lieve del vento attraverso i campi di grano, il rumore della pioggia che cade, le tracce di una vita e di un amore. Sta arrivando il treno…non ce la faccio, dio io non ce la faccio! Lui si butta sui binari proprio davanti al treno, il guidatore inchioda stridendo i freni ma non c’è nulla da fare, non c’è nulla da fare. La gente grida, c’è chi piange e anche io piango, respiro le mie lacrime avvolta nel mio silenzioso, doloroso stupore, la solitudine della sconfitta. Quando mi riprendo realizzo che è il terzo da inizio anno, anche questo non sono riuscito a confortarlo in tempo. Esco dalla stazione, sulla scala mobile, mentre arrivano di corsa i vigili e la polizia. Devo chiamare Gabriele subito. È troppo pesante per me, questo incarico è durato troppo, io sento tutti i pensieri, le paure, i timori, i dolori, le sofferenze e le gioie della gente. Ma non ce la faccio più, adesso gli racconto tutto e spero che acconsenta a un cambio di turno. Gabriele lo sa che è difficile, ma si fida di me, e io ho bisogno di una pausa. Anche gli angeli rifiatano, a volte. Ed io ho proprio bisogno di rifiatare.
bravo eh???
04 gennaio Piccole Velleità Letterarie Crescono....Salve a Todos!!!!
E' iniziato il nuiovo anno ma visto che siamo ancora in aria festiva sfrutto il buonismo di questo periodo per proporvi un nuovo raccontino, leggermente più lungo dei precedenti, e spero vi piaccia....
per questo e tutti i suoi fratellini vi rimando al blog "letterario": http://lacostellazioneperduta.splinder.com/
bando alla ciance.... ecco a voi, la Favola di Natale!!!!
Noir Santa Claus
”Umh... questo vestito inizia a starmi stretto.... cheppalle!!!! Quando l’ho comprato mi largheggiava... dovevo mettermi un cuscino per fare la pancia, e adesso basta la mia: più che sufficiente!” Il vecchio Babbo Natale si diede una grattatina al didietro, mentre, ciondolando sul marciapiede, cercava di raggiungere il dormitorio. Diede un’altra sorsata alla bottiglia di vodka che aveva in mano, una schifezza comprata al supermercato giù all’angolo, ma ne aveva bisogno! Era tutto il giorno che gironzolava per le case vestito come un deficiente, a portare pacchi a bambini che lo guardavano nascosti tra le gambe delle madri. E lui che ripeteva: ”oh-oh-oh...Buon Natale!!!!” oppure ”Eh, sei stato buono quest’anno?!?!!?!? Ecco il tuo regalo!!!” Cheppalle!!!!! Doveva smettere di fare quel misero lavoro, non ne poteva più. All’inizio gli era sembrata una buona idea, nella sera più triste dell’anno, per un senza tetto, squattrinato e solo come lui, sarebbe stato il babbo di tutti i bambini e li avrebbe fatti ridere e li avrebbe coccolati! In effetti all’inizio gli era piaciuto… adesso, dopo 5 anni, con un sacco di chili in più, la dipendenza dalla bottiglia che persisteva e nessuna prospettiva per il futuro, si era stufato… Quei mocciosetti che lo guardavano impauriti o sospettosi, che appena tirava fuori il pacco dono allungatogli dal padre 30 secondi prima si dimenticavano di lui lo avevano stufato. Era un po’ di tempo che qualsiasi cosa lo stufava… E poi per quella miseria che guadagnava…. Non ne valeva la pena… Oddio, per tutto il resto dell’anno non aveva neanche quello, si barcamenava tra lavoretti idioti e semi-gratuiti, magari anche solo per potersi comprare una birra… Uffa… Ma possibile che tutto costi così caro??? Un uomo non può concedersi un goccetto!!!! Sbuffando come al solito era entrato in dormitorio, si era cercato il suo angolino e si era accovacciato lì, ancora vestito da babbo natale, la bottiglia stretta sotto il braccio, l’espressione corrucciata sulla fronte. E pensare a quanto stava bene quando era più giovane… a quanto era stato felice… Quando giocava ancora a pallone… Era stato fortissimo! Un centrocampista favoloso… ed aveva avuto anche un sacco di soldi!! Non giocava in serie A ma anche nella D pagavano bene!! E poteva comunque far carriera… Se non fosse successo…. Gli sarebbe piaciuto arrivare in serie A, essere l’idolo dei ragazzini, avere un posto nell’Album Panini. Quanto sognava di avere la sua foto su quell’album!!! Quand’era piccolo avrebbe dato chissà cosa per essere uno di quei calciatori... e si era allenato, aveva provato e riprovato, ci aveva messo tutta la passione di cui era capace e alla fine era entrato nel giro… avrebbe anche potuto farcela. Fosse stato meno impulsivo. Aggrottò ancora di più le sopracciglia e sprofondò nell’incubo che lo perseguitava ormai da 20 anni. Rivide Carli, il giocatore avversario, entrare in scivolata sulla sua gamba, fargli un fallo e atterrarlo… Volò di nuovo, come in quella domenica di maggio, e atterrò sull’erba del campo, con un TONK sordo della spalla sinistra. E un dolore fulminante gli squarciò il braccio, il petto e gli abbuiò la vista. Si tirò su, tenendosi il braccio sinistro, consapevole di averlo fratturato. Gli altri stavano attorno a lui, compagni di squadra ed avversari, arbitro e guardalinee compresi. Uno mancava all’appello. E lui lo cercò come una furia, si fece largo tra i giocatori e le domande, le voci, le mani che cercavano di farlo stare seduto, calmo. Non ci vedeva più. Aveva solo un obiettivo. E lo raggiunse. Lo chiamò e lo spinse forte, con l’unico braccio utilizzabile, sbilanciandosi tutto, lo spinse all’indietro. Carli non se lo aspettava. Perse completamente l’equilibrio e cadde. L’espressione di stupore che aveva dipinta sul volto mentre cadeva, con gli occhi sgranati e la bocca spalancata, gli rimase impressa nella mente per sempre. Fu una spinta stupida. Dettata dalla rabbia. Si pentì immediatamente, nel sogno come nella realtà. Restò stupefatto a guardarlo cadere, lo vide sprofondare in un baratro infinito e nero che presto risucchiò pure lui… Nel sogno, precipitò giù, veloce, in un vortice nero, squarciato solo da sprazzi di luce che illuminavano articoli di giornale, facce note, persone che gli dicevano cosa fare e gli davano consigli… Atterrò con un colpo, nel suo angolino del dormitorio si mosse e scalciò, scostando la lisa coperta che aveva addosso. Adesso era in una sala immensa, con il pavimento in pietra freddo, le pareti in pietra, il soffitto in pietra… La luce filtrava sottile dalle finestre poste in alto, gli sembrava quasi di essere in una cattedrale, di quelle romaniche, dove ti senti schiacciato, perduto, colpevole. D’un tratto sopra di lui si materializzò uno scranno altissimo e su cui sedeva un uomo piccolo, vestito di nero, che si sporgeva, reggendosi ai braccioli con le lunghe dita scheletriche, per guardarlo, per interrogarlo. Gli occhietti neri ed indagatori erano mal celati da occhialini rettangolari poggiati sul lungo naso aquilino e assieme alla testolina solo in parte ricoperta da ciuffetti di capelli bianchi, davano all’omino spigoloso la sembianza di un corvo. “che cosa hai fatto?” la vocetta stridula riecheggiò per la navata, rotolando sui muri di pietra, amplificandosi e infrangendosi in milioni di vocette che insistenti gli ponevano sempre la stessa domanda: “Che cosa hai fatto?” Fu pervaso dall’amara certezza di non trovarsi lì per essere giudicato, ma esclusivamente per essere condannato. Probabilmente era questo che provavano i presunti eretici di fronte ai tribunali della Santa Inquisizione. Mentre ancora quella voce riecheggiava insistente tra le navate, sentì il giudice emettere la condanna e uno stridio di catene lo spinse a guardare il soffitto. Un masso enorme, di un peso indefinibile stava calando lentamente su di lui, lo avrebbe sicuramente schiacciato! Provò a muoversi, a divincolarsi, non ci riuscì. Non riusciva a muovere le gambe, le braccia, era come incollato al pavimento gelido, e poteva soltanto guardare il masso che si avvicinava, inesorabile, pronto a schiacciarlo con tutto il suo peso. “Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!” Si svegliò con un urlo, madido di sudore, il costume rosso completamente bagnato ed appiccicato addosso. Aveva ancora su anche la vecchia barba finta. Sputacchiando bianchi peli sintetici si alzò, confuso. La testa gli girava, aveva brividi di freddo. Non poteva andare avanti così. Quel masso enorme se lo portava dentro da venti anni. Il giudice, nella realtà, lo aveva assolto. Cardi era morto per un aneurisma, niente a che vedere con il colpo alla nuca e la spinta che lui gli aveva dato, ma quella voce non taceva. La sua anima, il vecchio corvo, non lo aveva mai assolto e lo perseguitava, ancora ed ancora, ogni volta che chiudeva gli occhi, ogni volta che non era abbastanza sbronzo da obbligarlo al silenzio. Scolò d’un fiato la vodka e si avviò verso l’uscita del dormitorio, non sarebbe più riuscito a prendere sonno, comunque. Aprì la porta e l’aria gelata ebbe l’effetto di uno schiaffo in faccia: stesso dolore, stessa forza, stessa capacità di svegliare. Uscì. L’alcool che aveva in corpo non era sufficiente a tenerlo caldo, si strinse le braccia attorno al petto e si avviò senza meta, osservando le nuvolette di vapore bianco prodotte dal suo respiro: si creavano e scomparivano in un istante, belle, soffici ed indifferenti. Raggiunse ponte della Vittoria. Il fiume sotto scorreva gonfio e giallognolo a causa delle recenti piogge e della luce opaca dei lampioni. Quanto gli piaceva stare lì ad osservarlo… gli dava conforto. Era come se gli suggerisse che alla fine tutto passa, che tutto cambia… che una soluzione si trova. Non era così, ne era consapevole. Se in vent’anni non era cambiato nulla, se non in peggio, cosa poteva succedere adesso? Aveva perso tutto: la carriera, la casa, la moglie che se ne era andata. E cosa ci aveva guadagnato? Una depressione infinita e l’amore per la bottiglia. Come cavolo avrebbe fatto ad uscirne? E cosa ancora più importante, aveva davvero intenzione di uscirne? Aveva voglia di rimettersi in carreggiata? Si appoggiò al parapetto e si prese la testa tra le mani… “Non lo so! Non so se me la sento… cavolo!! Cosa posso fare!?!?!?!?!” Con la testa ancora tra le mani, aprì gli occhi e lo vide. Un lampo nella sua mente: Ma certo! Era quello! Era l’unica soluzione! Adesso era tutto chiaro! “Se non puoi affrontare i problemi falli diventare tuoi alleati” era così che gli diceva sempre sua nonna? Non ne era molto sicuro ma adesso non gli interessava affatto. Spinto da un’energia nuova corse giù, scese dal ponte e raggiunse l’argine fangoso. Stando attento a non cadere raggiunse la sponda del fiume e il masso che stava adagiato vicino all’acqua. Quello era il suo scoglio. Quello era la salvezza. L’incubo lo suggeriva da anni, ma lui l’aveva capito solo allora. Con tutta la sua forza ed il suo peso iniziò a spingere il masso, cercando di farlo rotolare nell’acqua. I suoi piedi sgusciavano sull’erba bagnata dell’argine e il sudore gli imperlava già la fronte quando piano piano il masso iniziò a muoversi, avrebbe preso velocità in un istante e sarebbe caduto giù, senza fermarsi, fino al fondo del fiume. Con un guizzo gli fu davanti, l’acqua alle ginocchia, e lo abbracciò. Sorridendo tenne stretto quel masso che lo avrebbe portato con sé, e che alla fine lo avrebbe liberato da ogni sua sofferenza. Epilogo, qualche giorno dopo. Mattia stava correndo in bicicletta, sul marciapiede per evitare le auto, e doveva fare presto altrimenti la mamma lo avrebbe sgridato… era rimasto a giocare con Simone un po’ più a lungo perché dovevano finire la gara con le macchinine ed era importantissima, era la ri-ri-rivincita e non poteva assolutamente perderla! Se si fosse tirato indietro dicendo che doveva rientrare a casa, Simone l’avrebbe accusato di codardia per il resto dei suoi giorni! Era comunque consapevole che a sua mamma di tutto ciò importava niente. Lei dava un’orario e quello doveva essere, altrimenti punizione e sequestro della bici per almeno due giorni! Quindi sfrecciava velocissimo tra i pedoni, schivando vecchiette che gli urlavano dietro inferocite, e sbuffando nuvole di vapore come una piccola locomotiva. “Proprio forte questa bicicletta nuova… Babbo Natale ha fatto il suo dovere quest’anno!!! Vabbè, Babbo Natale… papà! L’ha comprata al centro commerciale perché avevo detto di volerla… mica son piccolo come mia sorella che ancora crede a ‘sta storia di Babbo Natale! Sono grande, so come funzionano queste cose!” Attraversato l’ultimo ponte inclinò la bicicletta sulla destra e si immise nella pista ciclabile che costeggiava il fiume. In quel momento vide emergere qualcosa dalle acque. Inchiodò, pietrificato. C’era qualcosa di rosso che galleggiava. Era appena emerso. Sembrava… Si avvicinò alla sponda e con la manina infagottata in un guanto troppo grande per lui, si riparò dal sole per vedere meglio che cosa stava succedendo. Sembrava un bambolotto… un bambolotto rosso e bianco… ma era troppo grosso per essere un bambolotto. Improvvisamente capì. Non era un bambolotto, era un corpo! La bocca gli si spalancò in un grido strozzato, calde lacrime iniziarono a cadergli sulle guance gelate. Si girò ed iniziò a correre, a cercare aiuto, riuscendo solo a pensare: “Ho smesso di crederci e lui è morto! HO UCCISO BABBO NATALE!” aspetto ansiosa i vostri commenti... e mi raccomando, siate crudeli!!!
Baciottiiiiiiiiiiiiiii
31 dicembre Happy New Yearoh, buon giorno..
visto che come una deficiente, dopo l'intervento su quante cose avevo da fare, mi son scordata di farvi gli auguri di Natale, beh, provo a rimediare con quelli per il Capodanno....
vorrei fare una cosa un pò originale....
ma non mi viene a mente nulla..
hehehehehe
favoloso..
quindi?????
quindi ragazzi, io l'unica cosa che posso dire a tutti è che
Vi Auguro un 2009 bellissimo, pieno di dolci sorprese, di tanta allegria e un sacco di serenità......
Quindi.... beh, considerate che vi prenda e vi abbracci forte forte e vi sbaciucchi!!!
22 dicembre novembre-dicembresalve a todos!!!!!
gente, tra poco è Natale, e con tutte le cose che ho da fare mi servirebbe fosse almeno tra un mesetto buono!!!!
il mese di novembre è scivolato via velocissimo, un pò triste e malinconico, freddo e troppo bagnato, frenetico quanto basta, con punte alte e bassissime, senza che neanche mi rendessi conto.... poi è arrivato dicembre, l'aria frizzante nelle sere gelide, vetri appannati di brina, ancora tanta pioggia.... poche novità, alcuna decisamente bella, tante cose da fare e tanta voglia di farle, di sentirsi utili.
Così ci son state le lezioni del corso di primo soccorso della misericordia, con le simulazioni sul manichino (di cui tra l'altro mi sono follemente innamorata),e le ripetizioni fatte a casa usando mamma, Gloria e Robe come cavie... più o meno consenzienti!!!!!
C'è stato Amnesty con la proiezione dei film e con i banchetti sul corso, la ricerca frenetica per vendere delle candele inguardabili, la voglia disperata di fare un pò di pubblicità alla cosa e poi il piacere di stare li, sul corso, quasi in vetrina, a parlare con la gente, a raccattare una firma, a chiaccherare per ore con tutti quelli di voi che mi hanno fatto il piacere di passare a trovarmi.... GRAZIE a tutti!!!! E' stata una bella esperienza anche e soprattutto grazie alla vostra presenza.
E poi ancora riunioni, assemblee, convegni, bevute, aperitivi.....
hehehehehe
mia mamma è sull'orlo di una crisi di nervi....
poi purtroppo c'è stato il femore di nonno, e tutta una serie di viaggi su e giù da cisanello, cercando di tenere a bada sia il sonno sia i nervi, miei e + che altro della nonna....
ora la cosa si sta sistemando, per fortuna, nonno è a casa, allettato ma sta bene.... è una pellaccia!! si rimetterà presto!!!
poi c'è stato e c'è adesso il bagno nuovo... stanza psichedelica in perfetto stile Stanley Kubrick, scelta da me e da mamma e, conoscendoci, capirete xchè è un prodigio che abbiamo trovato qualcosa che piacesse ad entrambe... e che in un colpo solo ha meso daccordo tutta la Granchi's Family!!!!!
IMPENSABILE, vero???
e quindi ci son state giornate di muratori per casa, zampettate di rocky ovunque, polvere e casino, gente che inizia a chiaccherare e trapanare il muro nella stanza accanto alla tua alle 8 di mattina, LE 8 DI MATTINA!!!!!!!!!
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
e adesso? adesso che mancano solo 3 gg a natale, ho ancora tutti i regali da comprare, e non solo, da pensare proprio, ho da organizzare la serata per scambiarceli, ho da passare a salutare tutti gli amici, dovrei andare a trovare Alessiuccia Cara che ha partorito un magnifico maschietto e che io da brava zulù non ho ancora visto... miiiiii avrei da fare un milione di cose!
Stasera ho anche l'esame del corso della misericordia... dovrei studiare... hehe.. son emozionata che rivedo il mio manichino!!!!
Intanto son qui che aspetto la Giova e la nonna 'Ciana per poter andare a comprare i primi regalini... speriamo non mi arrivino all'una!!!
mentre aspetto vi racconto una seratona!!! come non ne avevo da un pezzo!!!
Mercoledì ricevo un invito via msn per una serata in capannina di viareggio con la scuola di balli caraibici di Francesca... capirete... INVITO + BALLO + VERSILIA non ho capito + nulla.... quindi ho detto subito si!!!
poi ho conttattato i compagni di armi e ventura, Fabio e Monichina e ho allargato l'invito... tanto ero di straforo io, poteva esserci anche loro!!!
hehehehehehe
Fabio purtroppo non ha potuto... ( ci ha rifilato il solito pacco gigante formato natale....) Monica si!!! hihihihihi occasione ghiotta troppo ghiotta un invito in versilia di sab sera x lasciarselo scappare!!!!
Nel frattempo l'insegnante di ballo di Francesca, nonchè organizzatrice della cosa, non ha potuto più... la serata sarebbe praticamente saltata, anche se c'era possibilità di avere un tavolo prenotao... ma ormai l'inarrestabile macchina France-Zori-Moni era stata messa in moto, e puntava imperterrita alla serata danzante a viareggio!!!!
Quindi, non ci siamo fatte nesuno scrupolo, ci siamo informate su prezzi e locali e la serata è partita...
è partita moooolto presto la serata.
io sab avevo il banchetto amnesty dalle 16e30 alle 19e30, quindi son uscita di casa prestissimo, carica di valigia e ottime intenzioni, ho banchettato (nel senso di fatto il banchetto) tutto il pomeriggio con Ade e Valeria, aiutato a riporre il tutto e poi con la fedele ancella Moni ci siamo fatte un aperi-cena sul corso a pontedera: bicchiere di vino, stuzzichini e qualche milione di chiacchere!!!!
dopo di che "piccola" tappa di restauro in casa rignanese, e poi pronte e scattanti alla volta della versilia!!!!
dove naturalmente siamo giunte con quell'oretta di ritardo che volenti o meno ci contraddistingue sempre!
La france nel frattempo si era ibernata in macchina ad aspettarci... povera ciccia!!!
Siamo andate all'Ostrass!!! E con le conoscenze giuste, siamo riuscite ad avere anche gli omaggi!!!
Infatti, beh, modestamente noi siamo mooooolto amiche del dj!!! heheheheheheh
GRANDE LUCA!!!!!!! SEI UN MITO!!!
peccato xò che il nostro DJino preferito abbia iniziato a suonare alle 4... quando noi povere vecchiette non + abituate iniziavamo a strascicarci in giro x il locale, facendo finta di ballettare!!!!
hehehehehehehe
cmq, vecchiaia a parte, siamo state bene!!! abbiamo ballato una cifra, chiaccherato, spettegolato, è stato bello ritrovare Luca e passare del tempo con lui.... siamo state proprio bene!!!
e infatti alle 4 e 30, nella gelida aria viareggina, eravamo felicissime, e gasate, e abbiamo programmato altre tante seratine così... in buona compagnia, e con Moni e France si va sul sicuro, a sperimentare la danzante e selvaggia vita notturna!!!!!
dopo un bel pò di progetti e tanti auguri, abbiamo lasciato la France e siamo tornate verso casa Rgnanese che si è allegramente presa la briga e l'incombenza di ospitarmi a nanna e poi a pranzo il giorno dopo!!!!! che bello... son stata proprio bene, felicissima in mezzo a persone adorabili, e ho anche avuto modo di conoscere una manciata tra cugini e nipoti!!!! Spettacolo!!!! veramente spettacolo!!!!
insomma gira che ti rigira son rientrata a casa di domenica, tardo pomeriggio... stanca morta, contentissima!!!!
adesso scappo, cerco di comprare qualche regalo, Giova permettendo!!!!
ci risentiamo presto x gli auguri.. quelli ufficiali... ho una mezza idea di inventare qualcosina... boh, vedremo.... per ora un bacio grosso a tutti!!!
ps l'audio suggestion è un pò che non ve lo do...
facciamo Happy Days cantata da un coretto Gospel?????
dai si, siate buoni, è NATALE!!!!
25 novembre ....Sadnessciao a tutti
era già in formato bozza, ancora molto ma molto bozza, ma comunque era già lì, che attendeva di essere pubblicato, un piccolo resoconto del fine settimana scorso, non quello appena passato ma il precedente... ero stata a Lucca, per festeggiare la bravissima dottoressa magistrale VALE, ero stata ad un rally con la misericordia, ero stata bene... ma magari ve lo conto a voce... quel post li non lo pubblico +....
purtroppo giovedì mattina in uno stupido e doloroso incidente ha perso la vita Laura, e dopo questa data non me la sento di mettere su un intervento scemo, scanzonato e divertito come quello....
vorrei invece ricordarla con un piccolo pensiero....
non è così semplice...
come rendere l'addio ad una persona solare, incosciente e bellissima, sempre sorridente?
purtroppo tra l'altro non le ero neanche troppo vicina... ho sempre avuto altri giri... altre cose...
vabbè ma questo non c'entra... l'ho conosciuta, e con lei ho condiviso una cosa grande, grandissima: l'affetto per Sara.
quindi eccomi qui, col cuore in mano, a cercare di parlarvi di una personcina piccola e fortissima... è veramente difficile da spiegare....
lì x lì quando l'ho saputo ho buttato giù i miei pensieri in forma scritta, ma non son cose pubblicabili... ho rischiato di essere fulminata seduta stante da Colui Che, e non posso rischiare che fulmini anche voi...
credo che il sentimento che sentivo + forte in quel momento sia stato la rabbia... adesso no, a dire il vero al cosa che sento di + è una sorta di vuoto... una lacuna, una mancanza... un piccolo baratro che si spalanca ogni volta che penso che non la rivedrò più...
c'è un gelo immenso legato ad un pensiero del genere...
cavolo, pensi sempre di avere la possibilità, l'opportunità, il tempo di ricucire un rapporto, magari dopo, ci penso dopo, lo chiamo dopo... e invece... alle volte il tempo non c'è.
Addio Lau.
Good bye Little Star,
You was running too fast
for this stupid life....
You was smiling too sparkling,
for our little eyes...
I hope you find a better place to shine
and your old boy, to love.
06 novembre questa è doverosa...mi dispiace tanto di aver fatto il post di halloween proprio oggi.. era li in bozza da un paio di gg e dovevo pubblicarlo..
solo che oggi la cronaca ha il sopravvento....
son qui con il cuore diviso a metà... e adesso vi spiego perchè!!!
ieri è stato eletto presidente degli stati uniti
Barack OBAMA,
magari vi era giunta voce.... ma mi sembrava doveroso scrivere qualcosa anche qui!
xchè son felice, xchè a prescindere da quello che poi riuscirà e/o vorrà fare per cambiare, già la sue elezione di per sè sono un passo avanti, una dichiarazione di volontà di cambiamento, di accettazione, di uguaglianza...
una sorta di rivendicazione x tutti gli emarginati. E mi fermo qui x non cadere nel retorico, ma comunque è un passo importante, x tutti!!!
quindi scusate, ma metto su una foto diversa da quelle dei tg... metto su la foto di una persona che con il suo coraggio ha iniziato il cammino.. e ha contribuito ad arrivare ad oggi....
Rosa Parks:
Altra notizia..
questa potrebbe esservi sfuggita, subissati dalla vittoria di Barack.
Ieri si è spenta, improvvisamente e a causa di un tumore, una Persona speciale....
c'è chi lo ricorda per E.R., chi per Jurassic Park...
io per questo e per altri libri, capolavori, dove la scienza era magistralmente usata per spiegare e rendere verosimili le vicende fantastiche, drammatiche, spesso avventurose che la Sua fantasia generava.
Se ne va
Michael Crichton,
portando con sè la speranza dei suoi fan di poter leggere a breve di nuove avventure, ma lasciandoci un sacco di storie avvincenti e di personaggi in grado di far sognare ancora generazioni di lettori...
«Non mi spiego che cosa impedisca alle persone di rendersi conto che chi è venuto prima di noi era almeno altrettanto intelligente, aveva altrettante buone intenzioni e possa aver fatto altrettanti errori dei nostri.»Michale Crichton Streghe e Vampiri in terra labronicaoh, salve!!!
son qua in veste ufficiosa di cronista di una vita .... da strega...
La vostra Piccola Streghetta di fiducia è uscita x halloween e per l'occasione si è travestita da vampira!!! hehehehe strega lo è tutto l'anno, voleva cambiare!!!!!
Pertanto, al motto di "stasera chiamatemi Lestat" e dopo un roccambolesco pomeriggio di telefonate, venerdì sera son uscita.
L'appuntamento era alle 22 a Pontedera con Denise, una meravigliosa new entry della combriccola, felicemente introdotta dalla Robe. E la Robe appunto ci ha raggiunte a pontedera con il solo scopo di farci un paio di foto pre-partenza... hehehehehe
La Denise era una fighissima strega, e io una strana vampira con jeans e camicia settecentesca estrapolata chissà come da chissà quale antro dell'armadio. la robe era imbacuccata in un super cappotto... ecco immaginate questo trio, alle 22 della notte di halloween a farsi le foto alla fermata dell'autobus davanti allo stadio di Pontedera...
Roba da riaprire i manicomi!!!!
Comunque, felici e fotografate, io e Deni siamo partite alla volta della serata, sotto una pioggia che all'inizio era sottile poi è diventata intensa fino a trasformarsi in diluvio universale di I° grado, con tanto di apparizioni dell'Arca in mezzo alle nuvole!!!
Ma la Carlotta, imperterrita, ha meso fuori le branchie e ci ha portato in un semi-rally della provincia... Prima tappa: Pisa, andiamo a recuperare Paolina!!!!
seconda tappa: Livorno, recuperiamo Livia a casa sua... Oddioooooooooo arrivare a casa di Livia è un'impresa,lei vive in un labirinto di strade e stradine, sensi unici e divieti che Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa ogni votla arrivo al portone come x miracolo!!!! Meno male che avevo la Paola in versione tom tom!!! ho scazzato strada solo una volta, e guardate che non è affatto poco, se guido io!!!!
Raccolta anche l'amichetta Livia, eravamo ormai alle 23e30 e passa.... e dato che l'appuntamento era x le 22 e 30 direi che son stata puntualissima!!!
Cmq raccolta Livia, ci dirigiamo allegramente e carichissime alla tappa numero tre: la zona dove si trova il pub, e la ricerca vana e illusoria di un parcheggio in centro a livorno quando piove....
gira che ti rigira, retro marce a josa, inversioni in un metro quadrato, vetri appannnati, insomma alla fine riusciamo a trovare un posto x la Charlotta che oramai stava x depositarci al pub e andarsi a cercare posto da sola xchè non mi sopportava +!!!!
giunte infine al pub, tutte smollate e senza il mio mantello da vampiro, ma col piumino, ci siamo unite all'allegra combriccola di Laura e la serata è scorsa via veloce tra una bevuta, un sacco di chiacchere, risate e progetti x varie ed eventuali figure di merda future.... il tutto allietato dal calore domestico del locale, dai numerevoli addobbi halloweeniani (chissà se esiste...) e dalla musica dal vivo di un bel gruppetto di ragazzi, molto molto bravi!!!!
inutile dire che guardare l'ora e scoprire essere le 2 è stato tutt'uno...
quindi verso le 2 e 30 siamo ripartite, con le tappe inverse, i remi a portat di mano, e il sorriso sulle labbra x la bella serata passata!!!!
Carlotta mi ha riportato a casa che erano quasi le 4.... heheheheheehe
peccato non aver potuto far di +, causa pioggia, ma cmq io son stata bene...
l'apice di questa festività l'ho toccato il giorno dopo quando Nonna 'Ciana (eh si, sempre lei!!!! ha delle perle incredibili!!!) mi fa:
Allora, ti sei divertita ieri sera, x la festa dell'AULIN??
uauaauauahahahahhahaauauauahaahhaha
direi che con questa chiudo!!!
un bacio dalla vostra strega....
31 ottobre halloween IIvia siate buoni, oggi è la mia festa.... quindi: tolleratemi anche questo!
è ancora intonso, non l'ha letto nessuno, quindi sparate pure critiche a raffica, che son sempre ben accette!!!!
Una Deliziosa Cenetta
Sorrise, guardando il suo riflesso nella vetrina… riusciva sempre a macchiarsi quando mangiava…. Quante volte la mamma lo avrà rimproverato? “Sei uno sbrodolone!!!! Possibile che ti impiastricci sempre tutto di gelato!?!?!?!?!” Questa volta non era gelato… in effetti era un po’ che non ne mangiava.. non si addiceva comunque al freddo invernale… né alla situazione: cenetta romantica, con quella stangona conosciuta in libreria… gli era piaciuta subito!! E lei sembrava essere altrettanto attratta da lui… in effetti, doveva ammetterlo: sapeva essere veramente affascinante alle volte! Non aveva mia avuto problemi a recuperare con le ragazze… e quando i suoi amici l’avevano capito, beh, era diventato subito popolarissimo!!!! Comunque la cenetta era andata alla grande… La stangona gli aveva aperto al porta del suo piccolo appartamento stretta in un abitino mozzafiato, rosso. Si era rivelata dolce e disponibile, gli aveva persino preparato l’aperitivo…. Lui non si era fatto pregare: indossando ancora il soprabito, l’aveva attirata a se, baciata sul collo, e poi si era servito. Aveva bevuto fino alla sazietà… Si asciugò con il dorso della mano il rivolo di sangue dal mento, superò, con un passo un po’ più lungo, la ragazza immobile, bellissima, in posizione innaturale sul pavimento, con gli occhi spalancati sull’inferno. Lui uscì, per tornare nella notte, a nascondersi tra le ombre….
Buon Halloween!!!!!
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